Detrazioni e bonus infissi 2026: cosa verificare prima dei lavori
Quadro dei principali bonus fiscali italiani applicabili alla sostituzione di infissi nel 2026. Dove trovare le aliquote ufficiali aggiornate.
Avviso importante. Le aliquote, i massimali e i requisiti dei bonus fiscali italiani cambiano frequentemente e dipendono dalla Legge di Bilancio annuale, dai decreti attuativi e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate. Questo articolo elenca i principali strumenti disponibili nel 2026 ma non riporta percentuali specifiche perché potrebbero essere già state aggiornate al momento in cui leggi. Verifica sempre le percentuali correnti sui canali ufficiali prima di firmare contratti, e parla con il tuo commercialista prima di basare una decisione di spesa importante su un’agevolazione fiscale.
Lavoro da dodici anni nel settore serramenti e una delle frasi che sento più spesso al primo sopralluogo è “tanto c’è il bonus”. A volte è vero, a volte è vero solo in parte, a volte non si applica affatto al caso specifico. Il problema non è che i bonus italiani non funzionino, il problema è che il loro perimetro cambia ogni anno e che la differenza tra “ho diritto al bonus” e “ho diritto al bonus senza errori di forma” è enorme. Per evitare di trovarsi a fine lavori con la pratica respinta, conviene capire la struttura prima della firma del preventivo.
1. Inquadramento generale: i quattro strumenti per chi sostituisce gli infissi
Nel sistema fiscale italiano del 2026 esistono — con nomi, perimetri e modalità che variano nel tempo — quattro famiglie principali di agevolazioni che riguardano la sostituzione di serramenti. Le elenco in ordine logico, senza percentuali, perché le aliquote vanno verificate sui canali ufficiali al momento della spesa.
Ecobonus per l’efficienza energetica
E’ la detrazione storicamente più rilevante per chi cambia gli infissi, perché premia esattamente l’obiettivo che si raggiunge sostituendo serramenti vecchi con serramenti performanti: ridurre la trasmittanza termica complessiva dell’involucro. L’intervento agevolato è la sostituzione di serramenti esistenti delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno o verso ambienti non riscaldati. Quindi sostituzione, non nuova installazione su una parete prima cieca, e su immobili già dotati di impianto di riscaldamento. Aliquote, massimali e cumulabilità con altri strumenti vanno verificati sulla pagina ufficiale ENEA all’indirizzo https://www.enea.it/.
Bonus ristrutturazioni
E’ la detrazione per le manutenzioni straordinarie, i restauri, i risanamenti conservativi e le ristrutturazioni edilizie. La sostituzione di serramenti vi rientra quando configurata come manutenzione straordinaria o inserita in un intervento di ristrutturazione più ampio. La logica è diversa dall’ecobonus: non si premia la prestazione energetica del nuovo infisso, si premia l’intervento edilizio. Il riferimento è l’Agenzia delle Entrate, https://www.agenziaentrate.gov.it/.
Bonus prima casa e abitazione principale
Per gli immobili adibiti ad abitazione principale alcune agevolazioni hanno percentuali maggiorate o massimali più alti. Anche qui i parametri variano e bisogna verificare la versione corrente dello strumento. Un errore frequente è dare per scontato che un immobile sia “prima casa” ai fini di un bonus solo perché lo è ai fini catastali: i due perimetri non coincidono sempre.
Sconto in fattura e cessione del credito
Lo sconto in fattura è il meccanismo per cui il fornitore applica direttamente in fattura uno sconto pari alla detrazione spettante e poi recupera lui il credito d’imposta. La cessione del credito consente invece al committente di “vendere” il proprio credito a banche, Poste o intermediari finanziari, monetizzando subito l’agevolazione. Sono strumenti che hanno subito limitazioni rilevanti negli ultimi anni, fino a chiusure quasi totali per molte tipologie di intervento. La possibilità di usarli nell’anno fiscale corrente va sempre verificata con il commercialista prima di basarci una pianificazione finanziaria.
2. Requisiti tecnici minimi del serramento: trasmittanza Uw per zona climatica
Per accedere all’ecobonus il nuovo serramento deve rispettare i valori limite di trasmittanza termica Uw fissati dal Decreto Ministeriale 26 giugno 2015, comunemente chiamato “Decreto Requisiti Minimi”. Questi valori sono normativa stabile, non sono oggetto di Legge di Bilancio, quindi possono essere citati senza rischio. Il valore Uw indica quanto calore l’intera finestra (telaio più vetro più distanziatori) lascia passare per metro quadrato e per grado di differenza di temperatura. Più basso, meglio è.
L’Italia è divisa in sei zone climatiche, dalla A (la più calda) alla F (la più fredda), in funzione dei gradi giorno del Comune. I valori limite di Uw richiesti dal decreto sono indicativamente:
- Zona A (Lampedusa, Linosa): Uw ≤ 3,00 W/m²K circa
- Zona B (Catania, Palermo, Reggio Calabria, sud Sicilia): Uw ≤ 2,20 W/m²K
- Zona C (Napoli, Bari, Cagliari, Cosenza): Uw ≤ 1,80 W/m²K
- Zona D (Roma, Firenze, Ancona): Uw ≤ 1,60 W/m²K
- Zona E (Milano, Torino, Bologna, Padova, gran parte del Nord): Uw ≤ 1,40 W/m²K
- Zona F (Belluno, Cuneo, valli alpine): Uw ≤ 1,30 W/m²K
Verifica sulla pagina ENEA il valore aggiornato per la tua zona, perché eventuali revisioni del decreto possono modificare leggermente questi limiti. Sul preventivo deve essere indicato Uw chiaro per ogni tipologia di serramento offerto, calcolato secondo la norma UNI EN 14351-1 e supportato da scheda tecnica del produttore o report di certificazione. Un Uw “circa” o “stimato” sul preventivo non basta: la pratica ENEA richiede il valore esatto.
Tradotto in termini concreti: un cliente di Bologna (zona E) che installa un serramento con Uw 1,50 ha materiale conforme ai requisiti commerciali ma non ai requisiti del bonus, e perde la detrazione. Per stare tranquilli conviene scendere comodamente sotto il limite — Uw 1,2 in zona E, Uw 1,1 in zona F — non lavorare a filo del minimo. Tutti i profili Salamander GreenEvolution 76, BlueEvolution 72 e BlueEvolution 82 che installiamo permettono di rispettare ampiamente i requisiti delle zone E ed F con vetri appropriati.
3. La pratica ENEA: tempi, documenti, modulo
La pratica ENEA è il passaggio amministrativo che molti clienti scoprono solo a fine lavori. E’ una comunicazione telematica obbligatoria per accedere all’ecobonus, da trasmettere entro 90 giorni dalla data di fine lavori. Se questo termine salta, il bonus si perde, e non c’è ravvedimento operoso che tenga.
La trasmissione avviene esclusivamente online dal portale https://detrazionifiscali.enea.it/ (il portale si rinnova periodicamente, controlla l’indirizzo aggiornato sul sito ENEA principale). Bisogna registrare un account, compilare la pratica indicando dati anagrafici del beneficiario, dati catastali dell’immobile, tipologia di intervento, costi sostenuti suddivisi tra serramenti, opere edili e prestazioni professionali, e i dati tecnici dei serramenti installati con i relativi valori di trasmittanza.
I documenti che servono per compilare la pratica sono:
- Scheda tecnica del serramento installato (Uw, Ug, dimensioni, marcatura CE)
- Fattura del fornitore con dettaglio dei costi
- Eventuale asseverazione di un tecnico abilitato (richiesta in alcuni casi)
- Dati catastali dell’immobile
- Codice fiscale del beneficiario della detrazione
A pratica trasmessa, ENEA rilascia un codice di conferma (CPID) che va conservato. Quel codice è la prova che la pratica esiste, e va tenuto insieme al resto della documentazione fiscale per i dieci anni successivi.
Un dettaglio che molti sottovalutano: la data di fine lavori è quella in cui l’intervento è effettivamente concluso, non quella di emissione della fattura. Se la fattura è del 15 marzo ma l’installazione termina il 30 aprile, i 90 giorni partono dal 30 aprile. Conviene comunque inviare la pratica entro 30-45 giorni dalla fine effettiva, per evitare problemi con festività o eventuali errori da correggere.
4. Il bonifico parlante: la causale corretta
Il bonifico parlante è il mezzo di pagamento obbligatorio per i bonus fiscali sugli immobili. “Parlante” perché la causale deve “parlare”, cioè richiamare la normativa di riferimento. Un bonifico ordinario, anche se eseguito correttamente, non è valido ai fini del bonus, e nessun ravvedimento successivo può sanare l’errore. E’ uno degli errori più frequenti e dolorosi.
La causale corretta deve contenere quattro elementi:
- Riferimento normativo: “Bonifico per detrazione ai sensi dell’art. 16-bis del DPR 917/86” per il bonus ristrutturazioni, oppure “Bonifico per detrazione ai sensi dell’art. 1, comma 344-349, Legge 296/2006” per l’ecobonus, o le formule aggiornate alla normativa corrente.
- Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi pagherà meno tasse). Non sempre coincide con chi materialmente firma il bonifico.
- Partita IVA o codice fiscale del fornitore (l’azienda che installa).
- Numero e data della fattura a cui il pagamento si riferisce.
Le principali banche italiane hanno un modulo dedicato di “bonifico per detrazioni fiscali” già precompilato con la struttura corretta. Conviene usarlo sempre invece di comporre la causale a mano. Se ti accorgi di aver fatto un bonifico ordinario per errore, parla immediatamente con il commercialista: in alcuni casi si può sanare con dichiarazione sostitutiva, ma è terreno scivoloso e dipende dall’anno di esecuzione.
Importi: il bonifico va eseguito per l’intero importo della fattura, non solo per la quota detraibile. Eventuali acconti vanno tutti pagati con bonifico parlante riferito alla stessa fattura o a fatture di acconto separate, ognuna con il proprio bonifico parlante.
5. APE ante e post intervento
L’Attestato di Prestazione Energetica (APE) è il documento che certifica la classe energetica dell’immobile. Per la sostituzione dei serramenti come intervento isolato non è sempre obbligatorio, ma quando lo è va prodotto sia prima dei lavori (per documentare lo stato di partenza) sia dopo (per documentare il miglioramento). In altri casi serve l’asseverazione di un tecnico abilitato che attesti il rispetto dei requisiti minimi, ma non un APE completo.
Lo redige un certificatore energetico abilitato (in genere un geometra, un perito o un ingegnere iscritto all’apposito elenco regionale). Costo indicativo: 200-500 euro a seconda della zona, della complessità dell’immobile e del professionista. Su un appartamento di 80-100 mq in città medio-grande si sta in genere sui 300 euro più cassa e IVA.
La validità dell’APE è di dieci anni, salvo interventi che modifichino la prestazione energetica (e quindi la sostituzione dei serramenti). Quindi anche se hai un APE recente, dopo i lavori va comunque rifatto se serve per la pratica.
Conviene chiedere al certificatore di consegnare anche una copia in PDF firmato digitalmente: serve per la pratica ENEA e per la documentazione da conservare. Il deposito presso il catasto energetico regionale è competenza del certificatore stesso, ma chiedi sempre conferma del numero di protocollo.
6. Sconto in fattura e cessione del credito: la storia recente
Tra il 2020 e il 2023 lo sconto in fattura e la cessione del credito hanno avuto un’espansione enorme, soprattutto sull’onda del Superbonus per il 110%. Poi sono arrivate restrizioni progressive, che hanno via via ridotto le possibilità di applicare questi due meccanismi alla maggior parte degli interventi. Oggi la situazione è molto frammentata: per alcune tipologie di lavoro e alcuni profili di committente la cessione resta possibile, per molti altri no.
Cosa significa in concreto: non basare l’investimento sull’aspettativa di “monetizzare subito il credito” senza aver prima verificato con il commercialista che il meccanismo sia ancora attivo per il tuo caso. Ho visto cantieri partiti con la promessa “sconto in fattura del 50%” che poi non si è potuto applicare, e il committente si è trovato a dover sostenere l’intera spesa in attesa di recuperare la detrazione in dieci anni di dichiarazione dei redditi.
Quando lo sconto in fattura è ancora applicabile, il fornitore deve essere strutturato per gestirlo: capacità di anticipare il credito, rapporti con istituti che lo acquistano, gestione contabile dei crediti edilizi. Non tutte le aziende del settore sono organizzate per questo, ed è legittimo. Chiedere prima della firma del contratto, non dopo.
7. Documentazione completa da conservare
Per i dieci anni successivi alla fruizione della detrazione vanno conservati con cura i seguenti documenti, in originale dove richiesto. L’Agenzia delle Entrate può richiederli in qualsiasi momento durante un controllo.
- Fatture del fornitore, complete di dettaglio degli interventi e ripartizione dei costi (serramenti, opere edili accessorie, manodopera, prestazioni professionali).
- Bonifici parlanti in forma di copia bancaria con tutti i dati e la causale completa.
- Schede tecniche di ogni serramento installato, con valori Uw, Ug, Psi (distanziatore), prestazioni acustiche Rw, classi di permeabilità all’aria, tenuta all’acqua e resistenza al carico del vento.
- Marcature CE dei serramenti, con dichiarazione di prestazione (DoP) secondo Regolamento UE 305/2011.
- APE ante e post intervento, quando applicabile, con numero di protocollo regionale e firma digitale del certificatore.
- Asseverazione del tecnico abilitato quando prevista dalla normativa per il tipo di intervento.
- Ricevuta di trasmissione ENEA con codice CPID.
- Comunicazioni al Comune se l’intervento ha richiesto una CILA o altro titolo edilizio.
- Atto di provenienza dell’immobile o visura catastale aggiornata, a comprovare la titolarità del bene.
- Quietanze di pagamento delle prestazioni professionali (certificatore, tecnico asseveratore, eventuale geometra).
Tutto va organizzato in una cartella unica, possibilmente sia cartacea che digitale, e tenuto a portata di mano per il commercialista al momento della dichiarazione dei redditi e per gli anni successivi.
8. Errori frequenti che fanno perdere il bonus
Questi sono gli errori che ho visto ripetersi più spesso negli anni e che fanno perdere il diritto al bonus. Quasi tutti sono evitabili con un po’ di attenzione iniziale.
- Pagare con strumenti diversi dal bonifico parlante: assegni, contanti, bonifici ordinari, carte di credito, finanziamenti senza il giusto coordinamento. E’ l’errore più frequente.
- Causale generica o incompleta nel bonifico parlante. Manca il riferimento normativo, manca il codice fiscale del beneficiario, manca il numero di fattura.
- Mancata trasmissione ENEA entro i 90 giorni dalla fine lavori.
- Serramento con Uw non conforme al limite di zona climatica. Spesso succede quando si sceglie il materiale solo sul prezzo, senza verificare la scheda tecnica.
- Installatore senza DURC regolare o senza i requisiti professionali. Verifica preventivamente.
- Beneficiario sbagliato: il bonifico è stato fatto dal coniuge non titolare dell’immobile, oppure il codice fiscale indicato è quello di chi paga ma non di chi detrae.
- Fattura cumulativa che mette insieme serramenti, mobili, infissi interni e altri lavori senza distinzione. Va dettagliata, perché ogni voce ha un bonus diverso (o nessun bonus).
- Acconti non bonificati correttamente con causale parlante. Anche gli acconti devono seguire la regola del bonifico parlante.
- Lavori iniziati prima della comunicazione quando questa è obbligatoria (per esempio CILA in alcuni contesti).
- Documentazione tecnica incompleta, in particolare scheda tecnica senza valore Uw certificato o senza marcatura CE.
9. Tempistiche realistiche del processo bonus
Conviene avere in testa l’ordine di grandezza dei tempi. Dal momento in cui si decide di sostituire i serramenti al momento in cui la detrazione comincia a comparire in dichiarazione dei redditi, passa più tempo di quanto si pensi.
- Sopralluogo e preventivo: 1-3 settimane, includendo eventuale rilievo dettagliato.
- Eventuale APE ante: 1-2 settimane se serve.
- Firma contratto, acconto, ordine fabbrica: in cantieri standard sui PVC Salamander parliamo di 4-6 settimane dall’ordine alla consegna.
- Installazione: di solito 1-3 giorni di cantiere per appartamento medio.
- Eventuale APE post e asseverazione tecnica: 1-3 settimane dopo la fine lavori.
- Trasmissione ENEA: entro 90 giorni dalla fine lavori, ma conviene farla nelle prime 4-6 settimane.
- Dichiarazione dei redditi e prima quota di detrazione: l’anno fiscale successivo a quello della spesa.
- Esaurimento detrazione: dieci rate annuali di pari importo (struttura standard, soggetta a modifiche).
In totale, dal preventivo iniziale al primo recupero in dichiarazione si parla in media di 8-14 mesi. Per il recupero integrale, dieci anni dalla prima rata. Importante saperlo se si stava contando su un rientro più rapido per finanziare altri lavori.
10. Cosa fornisce LMT PVC al cliente per facilitare la pratica
Su questo punto la differenza tra un fornitore strutturato e un fornitore improvvisato è enorme. Un cliente che si trova alla fine dei lavori con documentazione incompleta perde tempo, soldi e a volte il bonus. La nostra prassi standard prevede di consegnare al committente, a fine cantiere, una cartella documentale completa che contiene:
- Scheda tecnica integrale di ogni serramento installato, con valori Uw, Ug, Psi, Rw, classi di permeabilità, prestazioni vento e acqua.
- Marcatura CE e Dichiarazione di Prestazione (DoP) per ogni profilo e ogni configurazione.
- Foto del cantiere prima, durante e dopo l’installazione, utile come prova in caso di controlli.
- Fattura dettagliata con voci separate per serramenti, posa, eventuali opere accessorie, eventuali oneri di smaltimento.
- Indicazioni per il bonifico parlante con causale precompilata pronta da copiare in banca, codice fiscale e partita IVA aggiornati.
- Riferimento alle norme tecniche applicate alla posa (UNI 11673:2017) per la documentazione di qualità.
- Pre-compilazione dei dati tecnici utili per la pratica ENEA, pronti da inserire nel portale.
Il commercialista del committente resta il referente per la scelta del bonus più adatto al caso specifico, per il calcolo concreto della detrazione e per la dichiarazione dei redditi. Noi non sostituiamo la consulenza fiscale, la integriamo dal lato tecnico.
11. Domande frequenti
Posso usare l’ecobonus se sostituisco i serramenti in una seconda casa? Sì, l’ecobonus non è limitato all’abitazione principale. Le condizioni vanno verificate sui canali ufficiali ENEA perché alcune voci hanno trattamenti differenziati.
Devo per forza fare l’APE prima dei lavori? Non sempre. Per la sostituzione dei soli serramenti, in molti casi è sufficiente l’asseverazione del tecnico abilitato che attesti la conformità ai requisiti minimi. L’APE diventa necessario in interventi più ampi o per categorie specifiche di immobile.
Se cambio solo alcune finestre e non tutte, ho diritto al bonus? Sì, il bonus si applica anche su interventi parziali. Ogni serramento sostituito viene valutato singolarmente per il rispetto del valore Uw richiesto per la zona climatica.
Il condominio richiede assemblea per sostituire i miei serramenti? Per la sostituzione “uno a uno” all’interno della tua unità immobiliare non serve assemblea, anche se il regolamento condominiale può imporre vincoli estetici (colore, suddivisione delle ante). Per interventi sulle parti comuni o per modifiche significative della facciata, sì, va deliberato in assemblea.
Posso pagare in contanti il fornitore se la cifra è bassa? Per accedere ai bonus fiscali no, mai. Il bonifico parlante è condizione di accesso indipendentemente dall’importo.
Cosa succede se ENEA respinge la mia pratica? ENEA segnala l’errore al richiedente con possibilità di correzione, se siamo ancora nei 90 giorni dalla fine lavori. Se i 90 giorni sono scaduti, in genere il bonus si perde.
Posso cumulare ecobonus e bonus ristrutturazioni sullo stesso serramento? No, sul medesimo intervento bisogna sceglierne uno. La scelta dipende da quale ha aliquota più alta nel tuo caso e da quale è meglio integrabile con altri interventi previsti.
Quanto tempo prima dei lavori devo decidere quale bonus userò? Prima della firma del contratto. Le clausole contrattuali, la fattura, il bonifico, la pratica successiva si imposteranno diversamente a seconda dello strumento scelto.
Se vendo casa prima di aver finito le dieci rate di detrazione, le perdo? No, in genere proseguono in capo all’acquirente, salvo diversa pattuizione nell’atto di compravendita. Va comunicato al notaio in fase di rogito.
Se l’immobile è cointestato, chi detrae? Detrae chi ha sostenuto la spesa, documentata dal bonifico parlante intestato. Si può anche ripartire tra cointestatari, ma serve coordinare bonifici e fatture in modo coerente.
Vuoi un preventivo che valuti già materiali compatibili con il bonus della tua zona climatica? Contattaci e indica nel form la tua città. La nostra scheda preventivo include i valori Uw richiesti per la zona corrispondente, così sai subito che il materiale offerto è già conforme ai requisiti del bonus.