Capitolato fornitura serramenti: cosa scrivere nel contratto
Guida pratica B2B alle voci tecniche e commerciali di un capitolato di fornitura serramenti tra rivenditore o impresa e produttore. Cosa pretendere nero su bianco.
La maggior parte dei contenziosi tra rivenditore e produttore di serramenti non nasce da una truffa. Nasce da una cosa molto più banale: qualcosa che nessuno dei due aveva messo per iscritto, e che ognuno dava per scontato a modo suo. Il colore della ferramenta. La tolleranza dimensionale accettabile su una commessa fuori standard. Chi paga il trasporto di un reso. Quando esattamente scatta la “consegna” ai fini dei tempi pattuiti.
Un capitolato di fornitura — o un contratto quadro di fornitura, che è la stessa logica formalizzata — serve esattamente a togliere queste ambiguità prima che diventino una telefonata tesa a cantiere fermo. Questo articolo è una guida pratica a cosa pretendere nero su bianco quando ordini serramenti da un produttore, voce per voce. Non è un fac-simile da copiare né un parere legale: è la mappa di ciò che, nella nostra esperienza di chi produce, fa la differenza tra un rapporto liscio e un rapporto litigioso.
Parliamo qui del documento: cosa contiene e perché. Se invece stai ancora valutando a chi affidarti, è un’altra fase — ne parliamo nella checklist per scegliere un fornitore di serramenti affidabile. E se il punto sono gli sconti a volume, quello è terreno della trattativa sul listino. Qui restiamo sul testo del contratto.
Perché un capitolato, e non solo un ordine via mail
Un preventivo accettato è già un contratto, giuridicamente. Ma un preventivo accettato è anche un documento povero: descrive cosa compri e quanto costa, raramente come, quando e cosa succede se. Il capitolato copre proprio quel vuoto.
Serve soprattutto in tre situazioni:
- Forniture continuative — se lavori con lo stesso produttore tutto l’anno, un contratto quadro definisce una volta sola le regole, e i singoli ordini ci si appoggiano sopra.
- Commesse complesse o fuori standard — colori speciali, dimensioni anomale, vetri particolari: più ti allontani dallo standard, più aumenta la zona grigia da chiarire.
- Importi rilevanti — dove un contenzioso costerebbe caro, conviene investire mezza giornata a scriverlo bene.
Per le clausole con effetti legali — penali, foro competente, riserva di proprietà, limiti di responsabilità — la regola è una sola e non la ripeteremo a ogni paragrafo: fattele validare da un consulente legale. Quello che trovi qui sotto è la sostanza tecnica e commerciale da portargli, non un sostituto del suo lavoro.
Le voci tecniche: descrivere il prodotto senza margine di interpretazione
Questa è la parte che i produttori veri apprezzano e gli improvvisati temono. Più il prodotto è descritto con precisione, meno spazio c’è per consegnare “qualcosa di simile”.
Sistema di profili
Non basta scrivere “PVC 5 camere”. Pretendi marca e codice del sistema: per esempio, sapere se è un Salamander BluEvolution 82 o un GreenEvolution 70 cambia lo spessore, i valori termici e la disponibilità di accessori. Un fornitore che non vuole metterlo a capitolato è un fornitore che si tiene aperta la porta a cambiare profilo senza dirtelo. Per orientarti tra i sistemi, vedi il confronto tra i profili Salamander.
Valori prestazionali: Uw, Ug, e cosa significano in capitolato
Qui c’è una trappola classica. Il fornitore dichiara un Uw “da catalogo”, ma quel valore vale per una dimensione di riferimento precisa. Su una finestra più piccola o più grande, il valore reale cambia.
| Voce in capitolato | Cosa pretendere |
|---|---|
| Trasmittanza vetro (Ug) | Valore del pacchetto vetro indicato sulla bolla del vetraio |
| Trasmittanza serramento (Uw) | Valore riferito a una dimensione dichiarata, non generico |
| Permeabilità all’aria | Classe secondo EN 12207 |
| Tenuta all’acqua | Classe secondo EN 12208 |
| Resistenza al vento | Classe secondo EN 12210 |
Queste prestazioni non sono un vezzo: sono i parametri che la marcatura CE secondo EN 14351-1 richiede di dichiarare, e che ritrovi nella Dichiarazione di Prestazione. Mettere a capitolato la classe attesa significa avere un metro oggettivo se qualcosa non torna.
Vetri e ferramenta
Il pacchetto vetro va descritto nella sua composizione (per esempio basso-emissivo, eventuale gas in intercapedine, eventuale lastra acustica o di sicurezza stratificata). Sembra pedante, ma “doppio vetro” e “doppio vetro basso-emissivo con canalina a bordo caldo” hanno prezzi e prestazioni diversi.
La ferramenta è il punto che genera più reclami estetici e funzionali. Metti a capitolato:
- marca e linea della ferramenta;
- finitura/colore (argento, bianco, nero, ottonato…);
- eventuali dotazioni di sicurezza (numero di punti di chiusura, nottolini antieffrazione);
- microventilazione, se richiesta.
Tolleranze dimensionali
Voce sottovalutatissima. Ogni serramento ha tolleranze di fabbricazione: la domanda è quali sono quelle accettate. Indicare un ordine di grandezza in millimetri come tolleranza ammessa, coerente con quanto previsto dal sistema, evita la discussione “è storto” / “no, è in tolleranza” a misurazione fatta. Il valore esatto dipende dal sistema e va concordato: non esiste un numero universale da spacciare per legge.
Marcatura CE e DoP
Non è negoziabile ed è bene scriverlo comunque: ogni fornitura deve essere accompagnata dalla Dichiarazione di Prestazione (DoP) prevista dal Regolamento UE 305/2011 (CPR) e dalla marcatura CE ai sensi della EN 14351-1. Metti a capitolato che la DoP venga consegnata con la merce, non “a richiesta” tre mesi dopo quando ti serve per il collaudo. Su come gestire questa documentazione lato rivenditore, abbiamo dedicato un approfondimento alle certificazioni CE e DoP.
Le voci commerciali: dove nascono davvero i litigi
Le voci tecniche definiscono il prodotto. Le commerciali definiscono il rapporto — ed è qui che i rapporti si rompono.
Prezzi e scaglioni
Il prezzo va riferito a una configurazione precisa. Se hai scaglioni a volume, metti nel contratto la tabella degli scaglioni e il criterio: si applica al singolo ordine? Al cumulato annuo? Con quale meccanismo di conguaglio? Definisci anche la validità del listino (per esempio fino a una certa data, o con preavviso di revisione) per non scoprire un aumento a commessa già acquisita dal cliente finale.
Tempi di consegna
“Consegna in tempi rapidi” non è una clausola: è un augurio. Quello che serve è:
- un tempo di consegna espresso in giorni lavorativi dalla conferma d’ordine (o dalla conferma misure, che è diverso);
- la definizione di cosa fa partire il conteggio;
- la distinzione tra prodotti standard e fuori standard, che hanno tempi diversi.
I tempi reali dipendono da stagionalità, complessità e disponibilità materiali: vanno trattati come ordine di grandezza contrattualizzato, non come promessa al minuto. Per inquadrare la logistica delle forniture, vedi l’articolo sui tempi e la logistica delle forniture.
Penali per ritardo
Le penali sono uno strumento, non una clava. Se le inserisci, la struttura tipica è una percentuale sul valore della fornitura ritardata per unità di tempo, con un tetto massimo — ma importi, soglie e franchigie dipendono dal contratto e vanno calibrati con il consulente legale. Una penale sproporzionata o scritta male può essere inefficace o addirittura ritorcersi contro chi l’ha imposta. Mettila se ha senso per il valore in gioco, non per principio.
Trasporto, danni e passaggio del rischio
Chi paga il trasporto e, soprattutto, da che momento il rischio passa a te? Un serramento che arriva scheggiato è un problema di chi, in quel momento, ne aveva il rischio. Definisci:
- la resa (chi organizza e chi paga il trasporto);
- il momento del passaggio del rischio (alla partenza dallo stabilimento? alla consegna in cantiere?);
- l’obbligo di verifica alla consegna e i tempi per segnalare danni da trasporto, tipicamente in modo immediato e con riserva sul documento di trasporto.
Resi e non conformità
Distingui due cose che spesso vengono confuse:
| Caso | Natura | Chi ne risponde tipicamente |
|---|---|---|
| Difetto di fabbricazione | Non conformità del produttore | Il produttore |
| Errore di misura del cliente | Errore di chi ha ordinato | Chi ha fornito le misure |
| Ripensamento commerciale | Reso “di comodo” | Da concordare, spesso oneroso |
Un prodotto su misura, per natura, non è facilmente rivendibile: pretendere il reso gratuito di una finestra fuori standard “perché non serve più” è poco realistico. Metti a capitolato la procedura di contestazione: come si apre, in quanti giorni, con quale documentazione fotografica, e i tempi di risposta del fornitore.
Garanzie
La garanzia di legge esiste a prescindere. Quello che il contratto può aggiungere è una garanzia commerciale: durata, cosa copre (profilo, ferramenta, vetro hanno spesso durate diverse), cosa la fa decadere (per esempio una posa non a regola d’arte). Scrivere chi garantisce cosa evita che, al primo difetto, ognuno indichi l’altro.
Proprietà del marchio
Voce cruciale se lavori in conto terzi o private label. Definisci a chi appartiene il marchio apposto sul prodotto, chi può usarlo e cosa succede alla fine del rapporto. Se vuoi che il cliente finale veda il tuo marchio e non quello del produttore, deve essere scritto. Approfondiamo il tema nel pezzo sulla marginalità del conto terzi e nella pagina dedicata al conto terzi.
Checklist sintetica del capitolato
| Area | Voci minime da contrattualizzare |
|---|---|
| Tecnica | Sistema profili (marca+codice), Uw/Ug, classi EN, vetri, ferramenta, tolleranze, DoP+CE |
| Tempi | Tempo di consegna, evento di partenza del conteggio, standard vs fuori standard |
| Economica | Prezzo riferito a configurazione, scaglioni, validità listino |
| Rischio | Trasporto, passaggio del rischio, verifica alla consegna |
| Post-vendita | Procedura resi e non conformità, garanzie, penali |
| Marchio | Proprietà ed uso del marchio (rilevante in private label) |
Quando NON conviene
Un capitolato dettagliato è uno strumento, non un dovere universale. Ci sono casi in cui irrigidire tutto è controproducente:
- Ordine singolo, di piccolo importo, prodotto standard. Per due finestre a catalogo, un buon preventivo con condizioni chiare basta: imporre un contratto quadro di venti pagine fa solo perdere tempo a entrambi.
- Rapporto consolidato da anni con prassi rodate. Se con quel produttore i resi, i tempi e le contestazioni si gestiscono da sempre senza attrito, formalizzare di colpo tutto può irrigidire un rapporto che funziona. Meglio mettere per iscritto solo i punti che storicamente generano dubbi.
- Quando il capitolato diventa un’arma per scaricare ogni rischio sull’altro. Un contratto squilibrato, che addossa al fornitore anche ciò che non controlla (per esempio responsabilità su una posa fatta da altri), o al cliente penali sproporzionate, non previene i contenziosi: li prepara. L’obiettivo è chiarezza reciproca, non vincere a tavolino.
- Se non hai modo di farlo validare. Inserire clausole legali complesse copiate altrove, senza verifica, può dare una falsa sicurezza. Meglio poche voci chiare e corrette che molte clausole inefficaci.
FAQ
Un preventivo accettato vale come contratto? Sì, giuridicamente l’accettazione di un’offerta forma un contratto. Il punto non è la validità, ma la completezza: un preventivo standard raramente disciplina tempi, passaggio del rischio, resi e penali. Il capitolato serve a coprire quel vuoto, non a “rendere valido” qualcosa che già lo è.
Qual è la differenza tra capitolato e contratto di fornitura? Nella pratica del settore si sovrappongono. Il capitolato è tradizionalmente la parte tecnico-descrittiva (cosa fornisco e con quali caratteristiche); il contratto di fornitura aggiunge la cornice commerciale e giuridica (prezzi, tempi, responsabilità). Un buon documento di fornitura contiene entrambe le anime.
Posso pretendere una penale per i ritardi? Puoi proporla e negoziarla. Importi, soglie, franchigie e tetti massimi dipendono dal contratto e dall’equilibrio della trattativa, e una penale scritta male rischia di essere inefficace. Per questo va calibrata con un consulente legale: l’obiettivo è uno strumento che funzioni, non un numero intimidatorio.
Chi paga se i serramenti arrivano danneggiati? Dipende da dove era il rischio in quel momento, ed è esattamente perché va scritto. Se il rischio passa alla consegna in cantiere, i danni da trasporto restano in capo a chi spedisce; se passa alla partenza dallo stabilimento, no. In ogni caso, vale l’obbligo di verificare la merce alla consegna e di apporre riserva sul documento di trasporto.
Devo per forza ricevere la DoP? Sì. La Dichiarazione di Prestazione è prevista dal Regolamento UE 305/2011 per i prodotti da costruzione marcati CE, e per i serramenti il riferimento è la EN 14351-1. Pretenderla con la merce, non a richiesta successiva, è una tutela concreta soprattutto in vista di collaudi e verifiche.
Il capitolato sostituisce un parere legale? No. Questo articolo descrive la sostanza tecnica e commerciale da mettere a fuoco; le clausole con effetti giuridici — penali, riserva di proprietà, limitazioni di responsabilità, foro competente — vanno scritte e validate da un consulente legale di fiducia.
In sintesi
Un capitolato di fornitura ben fatto non serve a litigare meglio: serve a non litigare affatto. Descrive il prodotto in modo che non ci sia spazio per “qualcosa di simile”, e definisce in anticipo chi fa cosa quando qualcosa va storto — perché qualcosa, prima o poi, va storto. La differenza tra un produttore con cui questi documenti si scrivono in mezza giornata e uno che svicola su ogni voce è, di per sé, un’informazione preziosa.
Se cerchi un produttore italiano disposto a mettere nero su bianco sistemi, prestazioni e condizioni — e a discuterne voce per voce — parliamone partendo dalla proposta per grossisti e rivenditori o dalla pagina sulla nostra produzione.